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È così sbagliato sbagliare?

Piercarlo Gaia
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Una rassegna dedicata alla cultura dell’errore per imparare ad accoglierlo positivamente e farlo diventare vera occasione di crescita.

Tutti ci troviamo d’accordo con il detto “sbagliando s’impara”. Eppure, il nostro rapporto con gli errori è spesso caratterizzato da vergogna e sensi di colpa per i nostri sbagli così come da rabbia e giudizio per quelli degli altri. Riconosciamo l’ineluttabilità dell’errore, ma di fronte alla sua comparsa siamo così poco inclini ad ammetterlo ed accettarlo, e raramente capaci di valorizzarlo.

Partendo da queste considerazioni, il Centro Professionale Sociosanitario di Lugano ha voluto organizzare una rassegna di appuntamenti formativi e divulgativi dedicata alla cultura dell’errore. L’obiettivo è cogliere l’opportunità di riflettere su questa apparente contraddizione, così diffusa tra noi umani, che ci impedisce di considerare l’errore come spunto prezioso di apprendimento.

La tematica ci interpellava già da molto tempo, in particolar modo ogni qual volta ci ritrovavamo a discutere sulle cause degli insuccessi dei nostri studenti, ci sorprendevamo della nostra frettolosa tendenza a formulare giudizi che stigmatizzavano i comportamenti di certi colleghi o ci arrabbiavamo per delle nostre scelte sbagliate o per delle occasioni mancate.

Si è appena tenuta la prima conferenza della rassegna, dedicata a difetti, disturbi, abbagli e altre qualità del nostro cervello durante la quale Giovanni Pellegri (Dottore in neurobiologia, docente presso l’Università della Svizzera Italiana e responsabile de L’ideatorio) ci ha illustrato come, in effetti, siamo fatti per sbagliare e ci ha fatto comprendere che l’imperfezione non soltanto fa parte del nostro essere e del nostro vivere, ma è stata addirittura fondamentale per la nostra evoluzione. Nella sua interessante esposizione ci ha condotto a scoprire i vantaggi dell’incompletezza e ci ha invitato a chiederci se non sia il caso di riconsiderare addirittura la definizione di normalità.

I prossimi incontri, ai quali è possibile partecipare in presenza (previa iscrizione online) oppure seguire a distanza attraverso lo streaming, tratteranno dell’errare (nella sua doppia accezione di sbagliare e di vagare) nella musica, del tema della colpa, delle conseguenze anche personali dell’errore e di come dagli errori si può imparare con particolare attenzione all’uso dell’analogo della realtà, ossia la simulazione. 

La speranza, con questa rassegna, è quella di riuscire ad accogliere positivamente l’errore per farlo diventare vera occasione di crescita. Allo stesso tempo ci auguriamo di riuscire a promuovere uno sguardo benevolo e comprensivo verso gli sbagli che, qua e là, noi e gli altri, continueremo a commettere.

Qui tutte le informazioni sulla rassegna:
https://www.cpslugano.ch/rassegna-sulla-cultura-ellerrore-e-cosi-sbagliato-sbagliare/

Piercarlo Gaia
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