Specialista in tecnologie della simulazione: ruolo e competenze

Patrick Crocco
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La simulazione in sanità è oggi riconosciuta come strumento strategico sia per migliorare la qualità dei sistemi sanitari, ma la figura dello Specialista in Tecnologie della Simulazione (STS) resta poco definita, con ampia variabilità terminologica e competenziale a livello nazionale e internazionale. Qui, analizziamo il profilo professionale dello STS attraverso una revisione narrativa della letteratura pubblicata tra il 2014 e il 2024, includendo 9 fonti selezionate tra studi peer-reviewed e documenti strategici nazionali. L’indagine evidenzia eterogeneità nei termini utilizzati per la professione, differenze nei percorsi formativi e competenze articolate in otto macro-aree, dalle tecnologie audiovisive alla formazione, ricerca e gestione dei centri di simulazione. Sebbene certificazioni internazionali come CHSOS forniscano strumenti di standardizzazione, in Italia e in Europa permangono lacune nei percorsi formativi e nella regolamentazione.

Research Article

Introduzione

Negli ultimi decenni, il panorama della formazione sanitaria ha vissuto una trasformazione significativa grazie all’introduzione delle tecnologie di simulazione. Ciò che inizialmente rappresentava un approccio innovativo e sperimentale è oggi riconosciuto come una metodologia didattica fondata su solide evidenze scientifiche, in grado di garantire lo sviluppo di competenze sia cliniche che trasversali in contesti controllati e privi di rischi per i pazienti (Issenberg et al., 2005).

Parallelamente all’evoluzione tecnologica dei sistemi di simulazione, si è manifestata l’esigenza di disporre di professionisti altamente specializzati nella gestione degli aspetti tecnici e operativi dei centri dedicati a questa metodologia formativa (Rosen, 2008). Tale necessità ha dato vita alla figura dello Specialista in Tecnologie della Simulazione (STS), un professionista che oggi si trova al centro di un dibattito accademico e professionale ancora in evoluzione.

La definizione di questo nuovo profilo professionale presenta tuttavia diverse complessità che emergono analizzando la letteratura internazionale, dove sono vi sono notevoli discrepanze terminologiche e funzionali che sottolineano una standardizzazione del ruolo e delle competenze associate (Lowther & Armstrong, 2023). Questa variabilità riflette probabilmente la natura interdisciplinare della simulazione in ambito medico, che attinge da campi diversi come l’ingegneria biomedica, la pedagogia medica e le scienze cognitive.

Il contesto italiano ha registrato un importante sviluppo normativo con la pubblicazione, nel luglio 2022, del documento strategico nazionale elaborato dal Ministero della Salute. Questo documento ha rappresentato il primo tentativo istituzionale di definire formalmente la figura dell’STS, specificandone ambiti di competenza e responsabilità professionali (Ministero della Salute, 2022). Nonostante questo significativo passo avanti, permangono interrogativi fondamentali riguardo ai percorsi di formazione più appropriati, ai sistemi di certificazione da adottare e agli standard minimi di competenza da garantire.

La presente revisione nasce dalla volontà di contribuire alla definizione di questo profilo professionale attraverso un’analisi sistematica della letteratura disponibile, con l’obiettivo di identificare e caratterizzare il ruolo dello Specialista in Tecnologie della Simulazione, prestando particolare attenzione alle competenze considerate essenziali, alle opportunità formative esistenti e ai diversi modelli di certificazione professionale adottati sia nel panorama nazionale che in quello internazionale.

Risultati

Il processo di selezione ha identificato inizialmente 57 studi che dopo uno screening basato sull’analisi di titoli, abstract e anno di pubblicazione, hanno portato a selezionare 7 articoli, 1 testo scientifico di riferimento ed 1 documento nazionale, per un corpus finale di 9 fonti che hanno costituito la base dell’analisi condotta in questo lavoro.

L’analisi della letteratura selezionata ha permesso di identificare 4 macro-aree di interesse relative alla figura dello Specialista in Tecnologie della Simulazione, evidenziando sia le criticità esistenti che le prospettive di sviluppo di questa professione emergente.

Variabilità terminologica e definizioni professionali

Una delle principali criticità emerse riguarda l’eterogeneità terminologica utilizzata per identificare questa figura professionale. La letteratura internazionale presenta una molteplicità di denominazioni e la diversità dei contesti operativi in cui essa opera. Lowther e Armstrong (2023) utilizzano il termine “Simulation Technicians”, mentre Ahmed et al. (2022) si riferiscono a “Specialisti della tecnologia di simulazione”. Roche et al. (2022) introducono la definizione di “Healthcare Simulation Technicians (HST)”, equiparandoli agli “specialisti delle operazioni di simulazione”. Bailey et al. (2015) optano per “Healthcare Simulation”, mentre Crawford et al. (2019) li definiscono “Health Simulation Technician Specialist (HSTS)”.

Questa varietà terminologica riflette le diverse provenienze disciplinari degli operatori che ricoprono questo ruolo, spaziando dall’ambito sanitario tradizionale (infermieri, medici, dottorandi) all’ingegneria, dall’informatica alle telecomunicazioni, fino alle scienze della formazione. Come sottolineano Lowther & Armstrong (2023), lo Specialista in Tecnologie della Simulazione rappresenta “quel professionista specializzato nelle tecnologie e nei metodi utilizzati per la pianificazione, la preparazione e l’esecuzione di eventi di formazione ed educazione sanitaria basati sulla simulazione”, configurandosi come membro essenziale di ogni team di simulazione.

Roche et al. (2022) evidenziano ulteriormente la complessità del trovare una definizione, descrivendo l’STS come “un ruolo poliedrico” caratterizzato da un’ampia gamma di competenze in termini di conoscenze, abilità e attitudini difficili da identificare e strutturare. Questa mancanza di chiarezza genera significative difficoltà nella ricerca di candidati appropriati, tanto che l’indagine di Crawford et al. (2019) tra i direttori dei centri di simulazione in USA ha rivelato che solo il 2% degli intervistati è riuscito a identificare figure adeguatamente formate per ricoprire queste posizioni.

Framework delle competenze e competenze specifiche

L’identificazione delle competenze core rappresenta un aspetto cruciale per la standardizzazione del profilo professionale. Due organizzazioni internazionali hanno sviluppato framework competenziali specifici: SimGHOSTS (The Gathering of Healthcare Simulation Technology Specialists) e SSH-SOTS (Society for Simulation in Healthcare – Simulation Operations and Technology Section). Entrambe le società hanno elaborato schemi strutturati utilizzando il metodo Delphi nel 2013, con SSH che prevede cinque aree competenziali e SimGHOSTS che ne identifica otto: (1) tecnologie audio/visive, (2) tecnologie dell’informazione, (3) formazione, (4) terminologia e pratica sanitaria, (5) management, (6) ricerca e valutazione, (7) simulazione, e (8) tecniche teatrali.

Nell’ambito delle tecnologie audio/visive, le competenze specifiche comprendono l’utilizzo di apparecchiature digitali complesse (fotocamere, videocamere, mixer audio/video, software di registrazione), la configurazione e manutenzione di sistemi audiovisivi, l’esecuzione di registrazioni e editing, oltre alla gestione e archiviazione di contenuti multimediali. Per quanto riguarda le tecnologie dell’informazione, l’STS deve possedere competenze nell’installazione e manutenzione di infrastrutture informatiche, gestione di server e sistemi di gestione dell’apprendimento, supporto tecnico agli utenti e garanzia della sicurezza informatica. La gestione dei simulatori rappresenta forse l’area più specialistica, richiedendo conoscenze approfondite per l’installazione, configurazione, controllo del funzionamento e risoluzione dei problemi dei diversi dispositivi. Come evidenziato da Crawford et al. (2019), l’STS spesso rappresenta “l’unica persona con una piena conoscenza delle caratteristiche e del funzionamento di uno strumento di formazione simulata”, assumendo responsabilità estese che includono la manutenzione preventiva, la gestione dell’inventario e il coordinamento delle riparazioni. Ahmed et al. (2022) sottolineano l’importanza delle competenze manutentive, che includono la revisione dei manuali tecnici, la supervisione dei meccanismi interni, la prevenzione di deterioramenti e la gestione delle configurazioni operative.

L’aspetto teatrale e scenotecnico completa il quadro competenziale, richiedendo creatività nella preparazione di oggetti di scena, paesaggi sonori, illuminotecnica e tecniche di moulage per massimizzare il realismo sensoriale dell’ambiente di apprendimento.

Impatto operativo e percorsi formativi

L’impatto degli STS nell’ecosistema della simulazione medica è stato oggetto di ricerca specifica. Sibbald et al. (2019) hanno dimostrato che la presenza di STS riduce significativamente il carico cognitivo degli istruttori, permettendo loro di concentrarsi sull’osservazione dei discenti e sull’adattamento degli scenari piuttosto che sulla gestione tecnica delle apparecchiature. Questo aspetto evidenzia il valore aggiunto che questi professionisti apportano alla qualità formativa complessiva.

Dal punto di vista dei percorsi formativi, la ricerca condotta da Crawford et al. (2019) su 67 offerte lavorative ha identificato diversi livelli di accesso alla professione. Per posizioni entry-level è generalmente richiesto un diploma di scuola superiore accompagnato da qualifiche professionali o certificazioni sanitarie specifiche. Le posizioni intermediate richiedono invece qualifiche universitarie o combinazioni equivalenti di formazione ed esperienza in settori IT, audiovisivi o sanitari.

La certificazione più riconosciuta a livello internazionale risulta essere la CHSOS (Certified Healthcare Simulation Operations Specialist) offerta dalla SSH, richiesta nel 15% delle posizioni analizzate. Questa certificazione si concentra sugli aspetti pratici della simulazione, includendo le diverse tipologie di simulatori, dispositivi audiovisivi, gestione programmi e inventario, con elementi di progettazione didattica e concetti sanitari di base.

Hughes et al. (2020) hanno sviluppato e validato lo strumento E-TeCHS (Evaluation of Technical Competency in Healthcare Simulation) attraverso due cicli di metodo Delphi, identificando cinque competenze core: utilizzo del software durante le simulazioni, programmazione dei simulatori, manutenzione di base, allestimento e smontaggio delle apparecchiature, e supporto audiovisivo per gli scenari.

Il contesto italiano: prospettive normative e operative

Nel panorama italiano, il Ministero della Salute ha fornito nel luglio 2022 la prima definizione istituzionale dello Specialista in Tecnologie della Simulazione attraverso le “Linee di indirizzo sullo sviluppo della simulazione in sanità in Italia”. Il documento, frutto del lavoro di un tavolo tecnico istituito con Decreto ministeriale del 7 aprile 2022, definisce l’STS come professionista con “adeguata competenza per pianificare ed eseguire tutti gli aspetti operativi e tecnici delle attività di apprendimento simulato”.

Le competenze identificate dal tavolo tecnico italiano, e raccolte in un position paper recentemente pubblicato (Ingrassia et al., 2025) includono otto aree specifiche: (1) progettazione di attività e scenari in collaborazione con i facilitatori, (2) allestimento e preparazione degli ambienti simulati, (3) gestione e assistenza tecnica durante le attività, (4) utilizzo e manutenzione dei dispositivi, (5) progettazione e implementazione di soluzioni tecnologiche avanzate (realtà virtuale, aumentata, stampa 3D), (6) progettazione di soluzioni per l’immersività attraverso il moulage, (7) supporto didattico ai facilitatori e utenti, e (8) contributo alla pianificazione strategica dell’infrastruttura tecnica.

Questo approccio italiano presenta elementi di convergenza con i framework internazionali, mantenendo però specificità legate al contesto sanitario nazionale e alle peculiarità organizzative del sistema formativo italiano. Il documento ministeriale sottolinea esplicitamente che non vi è “alcuna presunzione di esaustività” nel lavoro svolto, riconoscendo la complessità del tema e la necessità di ulteriori sviluppi normativi e operativi.

Discussione

I risultati di questo studio si inseriscono in un contesto scientifico che evidenzia la crescente importanza della standardizzazione professionale nel campo della simulazione sanitaria, come dimostrato dalle recenti iniziative delle principali organizzazioni internazionali e dalle evidenze empiriche emergenti.

Standardizzazione professionale: dalla frammentazione alla convergenza

La variabilità terminologica identificata nei nostri risultati riflette una problematica più ampia riconosciuta dalle principali società scientifiche internazionali. La SSH ha sviluppato il programma CHSOS proprio per fornire “un termine ombrello inclusivo che incorpora molti ruoli diversi nelle operazioni di simulazione sanitaria, inclusi tecnico di simulazione, specialista in tecnologie di simulazione”, riconoscendo esplicitamente la frammentazione terminologica emersa dalla nostra analisi.

Questo approccio di standardizzazione trova supporto nelle evidenze della letteratura scientifica, dove Cook et al. (2011), in una revisione sistematica di 609 studi sulla simulazione medica, hanno sottolineato come l’efficacia degli interventi formativi dipenda significativamente dalla qualità del supporto tecnico e operativo. La recente scoping review di Tellefson et al. (2025) ha confermato l’importanza del ruolo del simulation technician nell’istruzione delle scienze della salute, evidenziando la necessità di una maggiore definizione professionale. La convergenza verso standard comuni è ulteriormente supportata dagli Healthcare Simulation Standards of Best Practice™ sviluppati dall’International Nursing Association for Clinical Simulation and Learning (INACSL. 2021). Questi standard, definiti come “politiche stabilite per consenso e approvate da un organismo riconosciuto che fornisce criteri ed elementi richiesti volti al raggiungimento di outcome di simulazione”, forniscono un framework strutturato per lo sviluppo di esperienze di simulazione efficaci, all’interno del quale la figura dell’STS assume un ruolo cruciale.

Impatto sulla qualità formativa: evidenze empiriche

L’importanza operativa degli STS, emersa nel lavoro di Sibbald et al. (2019), conferma quanto già indicato nella meta-analisi di Motola et al. (2013), che ha analizzato oltre 600 studi, evidenziando associazioni significative tra training basato su simulazione e miglioramento degli outcome di conoscenza, abilità e comportamenti ed effetti moderati sugli outcome correlati ai pazienti, suggerendo che l’efficacia della simulazione dipende anche dalla qualità del supporto tecnico e operativo.

Evoluzione del profilo di competenze: verso un modello integrato

Il framework competenziale a otto domini identificato da SimGHOSTS e SSH-SOTS, emerso dalla analisi, rappresenta un tentativo di sistematizzazione che trova paralleli nelle più recenti evidenze scientifiche. Roche et al. (2022), in uno studio mixed-methods, hanno identificato competenze simili attraverso l’analisi di job descriptions e interviste semi-strutturate, confermando la natura poliedrica del ruolo.

La definizione SSH di Operations Specialist come “individuo il cui ruolo primario è l’implementazione e la consegna di un’attività di simulazione attraverso l’applicazione di tecnologie di simulazione come computer, audio-visivi o tecnologie di rete” converge con i domini competenziali identificati nel nostro studio, suggerendo un consenso emergente nella comunità scientifica internazionale.

L’introduzione della certificazione CHSOS-Advanced (CHSOS-A) da parte di SSH rappresenta un riconoscimento dell’evoluzione del profilo professionale. Questa certificazione basata su portfolio è destinata ai “leader nelle operazioni di simulazione sanitaria” e “distingue coloro che hanno dimostrato di essere specialisti operativi avanzati nella loro pratica e servono come mentori ed esempi per altri nel campo”, riflettendo la transizione da competenze prettamente tecniche verso un profilo più strategico e formativo.

Prospettive di ricerca e sviluppo futuro

Il contesto italiano, con le sue linee guida ministeriali del 2022, si posiziona in maniera innovativa rispetto al panorama internazionale, integrando elementi di progettazione strategica e tecnologie emergenti. Questo approccio anticipa sviluppi che potrebbero influenzare gli standard internazionali futuri, particolarmente nell’integrazione di realtà virtuale, aumentata e intelligenza artificiale nei programmi di simulazione. Non vi sono ancora delle chiare e condivise linee guida europee in ambito di questa figura, in quanto ancora tematica non analizzata globalmente.

Implicazioni per la pratica e le politiche sanitarie

I SSH Accreditation Standards, che esaminano “i processi e gli outcome dei programmi di simulazione in assessment, ricerca, insegnamento/educazione e integrazione sistemica” e sono “aggiornati regolarmente”, forniscono un framework per l’integrazione degli STS nei sistemi sanitari. La crescente enfasi sull’accreditamento dei centri di simulazione evidenzia l’importanza di figure professionali qualificate per garantire standard di qualità elevati.

L’esperienza internazionale suggerisce che l’investimento nella formazione e certificazione degli STS rappresenta una strategia cost-effective per migliorare l’efficacia dei programmi formativi sanitari. Tuttavia, rimane necessaria ulteriore ricerca per quantificare il ritorno sull’investimento e sviluppare modelli economici sostenibili per l’integrazione di questi professionisti nei sistemi sanitari nazionali.

La convergenza tra standard internazionali e approcci nazionali, evidenziata dal confronto tra i framework SSH/SimGHOSTS e le linee guida italiane, suggerisce la possibilità di sviluppare standard globali che mantengano flessibilità per le specificità locali, un elemento cruciale per la mobilità professionale internazionale e lo scambio di best practices.

Conclusioni

Questa revisione narrativa della letteratura aveva l’obiettivo di descrivere la figura e le competenze dello Specialista in Tecnologie della Simulazione (STS). Dall’analisi delle fonti emerge la natura poliedrica di questo ruolo e la complessità nel definire un background formativo univoco. Organizzazioni internazionali come SimGHOSTS hanno proposto framework strutturati, identificando otto macro-aree di competenza, mentre a livello nazionale il Tavolo tecnico del Ministero della Salute (2022) ha rappresentato il primo tentativo istituzionale di delineare in Italia la figura dello STS e le relative competenze attese.

Un elemento centrale che emerge è l’importanza di considerare lo STS come parte integrante di un team di simulazione, in cui ogni ruolo – dal formatore all’operatore tecnico – contribuisce in modo essenziale al successo dell’esperienza formativa. Gli STS, in particolare, svolgono una funzione cruciale nel garantire fluidità agli scenari, riducendo il carico cognitivo degli istruttori e permettendo l’erogazione di esperienze altamente immersive. Attraverso competenze trasversali che spaziano dall’audiovisivo all’informatica, fino alla scenotecnica, questi professionisti consentono di potenziare l’efficacia dei debriefing e, di conseguenza, l’apprendimento dei discenti.

Materiali e metodi

Per esplorare il profilo professionale dello Specialista in Tecnologie della Simulazione, è stata condotta una revisione narrativa della letteratura scientifica pubblicata nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025, finestra temporale scelta per catturare i recenti sviluppo di un settore in rapida evoluzione, considerando in fine che la figura dell’STS ha iniziato a consolidarsi proprio nell’ultimo decennio.

La strategia di ricerca ha coinvolto cinque delle principali banche dati biomediche: PubMed, CINAHL, Embase, Scopus e PsychInfo, utilizzando parole chiave specifiche, tra cui “simulation technician”, “healthcare simulation technician”, “simulation technology specialist”, “healthcare simulation operations” e “simulation technologist”. I termini sono stati collegati attraverso operatori booleani per massimizzare la sensibilità della ricerca e catturare la varietà terminologica presente nella letteratura internazionale.

Sono state incluse pubblicazioni in lingua inglese, tedesca ed italiana, con un focus specifico sulla figura del tecnico o specialista di simulazione, con particolare attenzione alla descrizione delle competenze, dei ruoli e delle responsabilità associate a questa professione. Sono stati considerati sia studi empirici che contributi teorici, purché fornissero elementi utili alla caratterizzazione del profilo professionale.

Sono stati esclusi tutti i contributi che non mostravano pertinenza diretta con il tema di ricerca, la letteratura grigia non sottoposta a peer-review e i case report singoli privi di elementi di generalizzabilità.

BIBLIOGRAFIA

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Tutor Corso di Laurea in Infermieristica – sezione IRCCS Santa Maria Nascente – Fondazione Don Gnocchi – Università degli Studi di Milano View all Posts

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