500 Studenti e un Trio d’Assalto: La ricetta di SIMMAR per scalare l’eccellenza

Redazione SIMZINE
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La simulazione in ambito sanitario è molto più di una semplice questione tecnologica; è un’impresa organizzativa complessa che richiede visione, coordinamento e un legame viscerale con la pratica clinica . In questa puntata di Sim Move, Fouad Marhar ci conduce nel cuore di Simulation Marseille (SIMMAR), una struttura imponente che si è imposta come un punto di riferimento fondamentale nel mondo francofono . A guidare questa macchina operativa è un dinamico trio tutto al femminile: Aurélie Daumas, direttrice medica, affiancata da Magali Delfino e Carine Garcia, che gestiscono l’anima pedagogica e operativa del centro.

Un’esclusiva SIMZINE basata sull’intervista podcast SIM Moove con Aurélie Daumas, affiancata da Magali Delfino e Carine Garcia

Oltre la burocrazia: Il modello GIS tra strategia e terreno

Una struttura delle dimensioni di SimMar non potrebbe esistere senza una governance solida . Il centro opera attraverso un Gruppo di Interesse Scientifico (GIS), un’alleanza strategica tra l’Università di Aix-Marseille e l’Assistenza Pubblica degli Ospedali di Marsiglia (AP-HM) . Sebbene i vertici accademici e ospedalieri definiscano la strategia generale, Aurélie sottolinea come il segreto del loro successo risieda nella capacità di ascoltare il “terreno” . I programmi di formazione non nascono dal nulla; rispondono a bisogni reali, che spaziano dai requisiti dei programmi universitari alle criticità identificate nei reparti, come la gestione degli eventi avversi o il miglioramento della collaborazione tra infermieri e operatori sociosanitari .

La filosofia del centro è netta: la qualità viene prima della quantità, anche se questo significa rimandare un progetto per garantirne il rigore metodologico.

Diffondere il “virus” della simulazione: Faculty Development

Uno dei pilastri di SIMMAR è la formazione dei formatori — una missione che Magali Delfino porta avanti con la passione di chi vuole “infettare” i colleghi con il virus della simulazione. Il percorso proposto non è un semplice corso tecnico, ma una vera trasformazione pedagogica di cinque giorni, focalizzata sull’andragogia e sulla pratica riflessiva . L’aspetto più affascinante è l’eterogeneità dei partecipanti: medici, infermieri, ostetriche e persino soccorritori di ambulanze imparano insieme, abbattendo i silos professionali per creare una comunità di pratica che riporta queste competenze direttamente nell’ambiente clinico .

L’arte del debriefing: Lo SCAR e la magia del “film”

A SIMMAR, la simulazione è per l’80% debriefing. Per guidare questa fase cruciale, il team utilizza il framework SCAR (Situazione, Contesto, Analisi, Raccomandazione), uno strumento che permette ai partecipanti di confrontare ciò che suggeriscono le buone pratiche con quanto effettivamente realizzato . Tuttavia, la vera specialità marsigliese risiede nell’uso della registrazione video . Invece di selezionare brevi clip degli errori, il team preferisce guardare l’intero “film” della sessione . Questa scelta, per quanto impegnativa in termini di tempo, serve a rafforzare il senso di autoefficacia: gli studenti non vedono solo cosa è andato storto, ma osservano la propria postura professionale e riconoscono tutto ciò che hanno fatto bene, rendendo il feedback molto più accettabile e trasformativo .

Una casa per la simulazione: I tre piani di SimMar

La struttura fisica di SIMMAR riflette la sua scala di intervento, organizzata su tre livelli di fedeltà crescente . All’ultimo piano, gli studenti più giovani si approcciano ai gesti tecnici di base in bassa fedeltà . Scendendo al piano intermedio, ci si immerge in un ambiente che simula un vero reparto ospedaliero, mentre il piano terra è dedicato all’alta fedeltà . Qui, i box d’urgenza, le sale operatorie e le unità di terapia intensiva sono dotati di attrezzature identiche a quelle della vita reale, permettendo al centro di accogliere tra i 400 e i 500 studenti in una sola giornata. Questo volume è reso possibile da un team tecnico dedicato, essenziale per garantire che la “musica” del centro continui a suonare senza intoppi.

Un’eredità che continua: Tributo a Pierre Rostini

L’episodio si conclude con un momento di gratitudine verso chi ha gettato le basi della simulazione a Marsiglia . Il trio operativo rende omaggio a Pierre Rostini, il medico la cui visione e dedizione hanno trasformato un piccolo progetto in quello che è SIMMAR oggi . È grazie a questi pionieri, che hanno affrontato le prime difficoltà e la natura di “bricolage” del settore, se la simulazione è diventata una disciplina professionale capace di migliorare la sicurezza dei pazienti e il benessere dei curanti .

Conversazione completa disponibile in francese su SIM Moove

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