Il cervello non distingue sempre tra reale e immaginato. È su questo principio neuroscientifico che nasce il metaverso naturale della nascita: uno strumento di simulazione mentale che, attraverso una voce narrante, immerge ostetriche e ginecologi nell’esperienza del parto senza esporre i pazienti ai rischi. Accessibile, scalabile, a costo zero. Uno strumento semplice ma potente per la formazione ostetrica, presentata al Congresso SIMMED 2025.
Immagina di essere un’ostetrica. Le tue mani guidano una testa che sta per venire al mondo. Senti la pressione, il calore, la tensione del momento. Poi apri gli occhi: sei seduta in una sala formazione, con dieci colleghi attorno a te. Nessun paziente. Nessun rischio. Eppure il tuo cervello ha appena vissuto quell’esperienza come se fosse reale.
Non è magia. È neuroscienza. Ed è il principio su cui si fonda la simulazione mentale applicata alla nascita.
Il cervello non distingue sempre tra reale e immaginato
Per capire perché la simulazione mentale funziona, bisogna guardare dentro al cervello. Le emozioni nascono nel palencefalo, la parte più antica del sistema nervoso centrale, che comprende strutture come l’amigdala, l’ippocampo, l’insula e la corteccia cingolata anteriore. Questa regione reagisce in modo rapido e automatico agli stimoli: prima ancora che la corteccia cerebrale elabori consapevolmente ciò che sta accadendo, il palencefalo ha già risposto.
Il punto chiave è che il palencefalo non distingue con precisione tra uno stimolo sensoriale reale e uno evocato attraverso la narrazione, il ricordo o la fantasia. Quando immaginiamo di compiere un gesto, si attivano le stesse aree motorie che si attiverebbero eseguendolo davvero. Evocare un’emozione mentalmente la rende fisiologicamente reale, almeno in parte.
La percezione, del resto, non è mai neutra: la condizione emotiva, le esperienze precedenti e la prospettiva di chi osserva cambiano costantemente il contenuto di ciò che percepiamo (Nardone, 2019). E poiché la maggior parte delle interazioni tra percezione ed emozione avviene al di sotto del livello di coscienza (Koch, 2012), i processi cognitivi non guidano le emozioni: arrivano dopo (Searle, 1990).
Questo è il fondamento neuroscientifico della simulazione mentale. Non un trucco psicologico: una caratteristica strutturale del sistema nervoso umano.
Cinque zone per imparare senza sbagliare sui pazienti
Nel 2017, Roussin e Weinstock del Boston Children’s Hospital hanno razionalizzato il concetto di simulazione in ambito sanitario con un modello diventato riferimento: le cinque zone di simulazione.
Si parte dalla Zona 0, la più intima: autovalutazione, mentalizzazione, riflessione individuale. È qui che si colloca la simulazione mentale. Nella Zona 1, un gruppo di operatori approfondisce una procedura tecnica con la guida di un istruttore. La Zona 2 introduce scenari clinici simulati multidisciplinari, con possibilità di giochi di ruolo. La Zona 3 porta il team non più in un laboratorio di simulazione ma direttamente negli ambienti clinici reali, ad alta o bassa fedeltà tecnologica. Infine, la Zona 4 è la realtà: il momento in cui tutto ciò che si è imparato si mette davvero in pratica ma si continua riflettere e ad apprendere.
La logica è precisa: si parte dall’interno, dalla mente del singolo operatore, per arrivare progressivamente alla complessità del mondo reale, senza mai esporre i pazienti ai rischi del processo di apprendimento.
La simulazione mentale funziona davvero?
Le prove scientifiche esistono, ma con distinzioni importanti. Per le abilità tecniche, quali ad esempio, somministrazione dell’anestesia peridurale, procedure laparoscopiche, la letteratura conferma l’efficacia della simulazione mentale (Lim et al., 2016; Paige et al., 2015; Hayter et al., 2013). Per le abilità sociali e relazionali, così dette anche non tecniche, come il lavoro di squadra e i principi del Crisis Resource Management (CRM), la ricerca è ancora in corso: le prove non sono ancora solide.
Un’evoluzione interessante è la Visually Enhanced Mental Simulation (VEMS): arricchisce la simulazione mentale classica con il “pensiero ad alta voce” e semplici supporti visivi, come un semplice poster del paziente, per rendere visibili le azioni immaginate dai partecipanti durante uno scenario (Burbach et al., 2015; Dogan et al., 2021). Un approccio ibrido, a basso costo tecnologico ma ad alto impatto cognitivo.
Vale la pena notare che la visualizzazione viene già usata in salutogenesi per aiutare le donne a vivere in modo immersivo l’esperienza della nascita (Garelli, 2022): un ambito che conferma quanto il confine tra preparazione mentale e risposta fisiologica sia sottile.
Illustrazioni di Fiammetta Ciavurro
Nasce il metaverso naturale
Eccoci al concetto più originale presentato al Congresso SIMMED 2025 il metaverso naturale della nascita. Il nome è volutamente provocatorio. Il metaverso tecnologico usa visori digitali tridimensionali per immergerti in una realtà virtuale artificiale. Il metaverso naturale usa qualcosa di più potente e più antico: una voce.
Lo strumento è un video guidato da una voce narrante che accompagna chi ascolta nell’esperienza immersiva di un’ostetrica in sala parto. Niente hardware sofisticato, niente visori o sale attrezzate. Gli occhi si chiudono, la voce descrive, il cervello costruisce.
Il meccanismo sfrutta quattro canali percettivi in modo mirato:
- Canale visivo interno: occhi chiusi, la voce descrive un quadro da ricostruire mentalmente.
- Canale visivo esterno: un’immagine reale usata in senso metaforico per evocare un momento della nascita.
- Canale uditivo: suoni che ricostruiscono una situazione clinica.
- Canale cinestesico: la voce chiede di concentrarsi su una parte del corpo e immaginare di compiere un gesto, come se fosse la realtà.
Questo strumento si colloca esattamente nella Zona 0 della simulazione: individuale, interiore, accessibile a chiunque, ovunque.
Perché questo cambia le cose
L’assistenza alla nascita è uno di quegli ambiti dove arte e scienza si incontrano in modo straordinario. Per una donna è un evento unico e irripetibile. Per chi la assiste, l’ostetrica, il ginecologo, è un’esperienza umana che si rinnova ogni volta, con una responsabilità enorme.
Formare questi professionisti richiede strumenti all’altezza. La simulazione ad alta fedeltà, manichini robotici, sale operatorie simulate, è preziosa ma costosa e non sempre accessibile. La simulazione mentale, e in particolare il metaverso naturale, apre uno spazio diverso: democratico, scalabile, neuroscienficamente fondato.
Il messaggio è semplice: non serve sempre un simulatore tecnologico per imparare. A volte basta chiudere gli occhi, e ascoltare.
Un ringraziamento a Giulia Greco, attrice, la voce narrante nel video, a Ilaria Perilli, ostetrica, a Stefania Onorati, infermiera professionale
Bibliografia
Burbach B, Barnason S, Thompson SA. Using “Think Aloud” to capture clinical reasoning during patient simulation. Int J Nurs Educ Scholarsh [Internet]. 2015;12(1):1–7.
Capogna G, Ingrassia PL, et al. Debriefing strategico per la simulazione avanzata Springer 2022
Dogan B PN, Alinier G. A form of mental simulation with significant enhancements enabling teamwork training. International Journal of Healthcare Simulation. 2021;1(1):56–60
Garelli S La visualizzazione in salutogenesi Gli Elementali 2022
Hayter MA, Bould MD, Afsari M, Riem N, Chiu M, Boet S. Does warm-up using mental practice improve crisis resource management performance? A simulation study. Br J Anaesth [Internet]. 2013;110(2):299–304
Koch C. (2012). Consciousness: Confessions of a Romantic Reductionist. Boston: The MIT Press (trad. it. Una coscienza. Confessioni di uno scienziato romantico. Torino: Codice, 2013).
Lim G, Krohner RG, Metro DG, Rosario BL, Jeong JH, Sakai T. Low-Fidelity Haptic Simulation Versus Mental Imagery Training for Epidural Anesthesia Technical Achievement in Novice Anesthesiology Residents: A Randomized Comparative Study. Anesth Analg. 2016;122(5):1516–23
Nardone G. (2019) Emozioni: istruzioni per l’uso, Adriano Salani Editore
Paige JT, Yu Q, Hunt JP, Marr AB, Stuke LE. Thinking it through: Mental rehearsal and performance on 2 types of laparoscopic cholecystectomy simulators. J Surg Educ [Internet]. 2015;72(4):740–8.
Roussin CJ, Weinstock P. SimZones: An Organizational Innovation for Simulation Programs and Centers. Acad Med. 2017 Aug;92(8):1114-1120. doi: 10.1097/ACM.0000000000001746. PMID: 28562455.
Searle JR. (1990). The Mystery of Consciousness. London: Granta Books (trad. it. Il mistero della coscienza. Milano: Raffaello Cortina, 1998).
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