È ora di passare all’azione!

Pier Luigi Ingrassia
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Il nostro direttore editoriale Pier Luigi Ingrassia riflette sul perché questo sia il momento giusto affinché la comunità di simulazione trasformi i dati scientifici in azioni di advocacy.

La comunità della simulazione ha dedicato decenni a costruire le proprie basi scientifiche. L’evidenza scientifica è ormai solida, le metodologie sono mature e la comunità si è trasformata in una rete globale di educatori, ricercatori e tecnici. Eppure, nella maggior parte dei sistemi sanitari, la simulazione rimane un’attività marginale, finanziata grazie alla buona volontà, inserita nei programmi di studio quasi come un ripensamento e valutata utilizzando parametri che non riescono a coglierne il vero valore.

Francamente, sono sempre più convinto che la domanda che la nostra comunità deve porsi oggi non sia più se la simulazione funzioni, ma se stiamo facendo abbastanza per far capire ai decisori (e al pubblico!) che funziona.

La risposta a questa domanda è l’advocacy, e il momento di agire è adesso.

Partiamo dal concetto di base di advocacy. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’advocacy come “una combinazione di azioni individuali e sociali volte a ottenere impegno politico, sostegno politico, accettazione sociale e supporto dei sistemi per un particolare obiettivo o programma sanitario”.(1) In pratica, ciò comporta l’adeguamento dei parametri di simulazione a ogni livello del sistema, dalle politiche istituzionali alla strategia nazionale.

Ma cosa serve affinché l’advocacy sia efficace? Non sono certo il primo a dirlo: dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra scienza e arte. Mi spiego meglio.

È certamente necessario tradurre le prove (scienza) in argomenti che risuonino ai responsabili politici, per dimostrare che investire nella simulazione offre un ritorno in termini di efficienza delle risorse, nonché per evidenziarne l’efficacia educativa e l’impatto clinico, e per orientarsi nei contesti politici in cui vengono effettivamente prese le decisioni sull’educazione sanitaria e la sicurezza dei pazienti. A questo proposito, penso che la comunità della simulazione sia già partita con il piede giusto. Produciamo ricerca rigorosa, siamo abituati a discutere di risultati, efficienza e riduzione del rischio. Dobbiamo solo rendere questi concetti comprensibili ai decisori e ai responsabili politici a vari livelli.

Allo stesso tempo, però, abbiamo bisogno di una serie di competenze che sono spesso meno sviluppate in ambito clinico e accademico: l’arte di influenzare. Costruire relazioni con giornalisti, funzionari ministeriali, dirigenti ospedalieri e associazioni professionali. Creare narrazioni che colleghino la simulazione a problemi che stanno già a cuore ai decisori, come la carenza di personale, gli errori evitabili, l’efficienza dei processi di sistema e il costo di una formazione inadeguata.

Nessuna delle due competenze è sufficiente da sola: i dati senza relazioni rimangono nelle riviste scientifiche; le relazioni senza dati diventano lobbying senza credibilità.

Una advocacy efficace richiede una visione strategica e un programma d’azione chiaro, non solo una critica dello status quo. Richiede coalizioni che si estendano oltre la stessa comunità della simulazione, raggiungendo le organizzazioni mediche, infermieristiche, farmaceutiche, di assistenza primaria e di sicurezza dei pazienti. Richiede un coinvolgimento dei media che sensibilizzi il pubblico e i professionisti.

Per la nostra comunità, ciò significa lavorare contemporaneamente su diversi fronti. A livello globale, le società e le associazioni internazionali devono presentare una posizione unitaria sulla simulazione come infrastruttura essenziale per un’assistenza sanitaria sicura. A livello nazionale, le società nazionali devono impegnarsi direttamente con i ministeri della salute, le autorità di rilascio delle abilitazioni e gli organismi di accreditamento per integrare la simulazione in standard che abbiano peso normativo. A livello istituzionale, ogni direttore di centro di simulazione deve essere disposto a sostenere la causa nelle stanze in cui vengono prese le decisioni sulle risorse.

I sistemi sanitari di tutto il mondo sono sottoposti a una pressione straordinaria. La crescente complessità degli ambienti clinici, dovuta alle sfide continue che i sistemi sanitari devono affrontare, ha creato un’opportunità senza precedenti in cui le argomentazioni a favore di una formazione migliore, più sicura e più scalabile, nonché di test rigorosi basati sulla simulazione di sistemi e processi, risultano insolitamente persuasive. I responsabili politici sono alla ricerca di soluzioni. La simulazione le offre, e le prove sono lì a dimostrarlo.

Il rischio è che questa finestra si chiuda mentre la nostra comunità discute al suo interno invece di agire all’esterno. SIMZINE esiste, in parte, per sostenere quell’azione esterna: per informare, per mettere in contatto e per fornire ai professionisti gli argomenti e la sicurezza necessari per sostenere efficacemente la causa. Questo numero porta avanti quella missione.

Il lavoro, tuttavia, va oltre queste pagine.

PLI

Riferimenti

Nutbeam D, Kickbusch I. Health promotion glossary. Health Promotion International. 1998;13(4):349-364.

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Centro di Simulazione (CeSi), Centro Professionale Sociosanitario Lugano View all Posts

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